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IL CORPO DELLA VOCE. CARMELO BENE, CATHY BERBERIAN, DEMETRIO STRATOS

9 aprile > 30 giugno 2019

Palazzo delle Esposizioni

La mostra ripercorre tramite documenti audio, video e materiali d’archivio quegli avvenimenti artistici che hanno infranto il legame indissolubile tra il significato della parola e la sua dimensione sonora, attraverso la scelta di alcune opere di tre straordinari protagonisti del secondo novecento: la cantante mezzosoprano americana di origine armena Cathy Berberian (1925-1983), l’attore, regista Carmelo Bene (1937–2002) e il musicista cantante di origine greche Demetrio Stratos (1945-1979).

La sezione curata da Franco Fussi, medico-chirurgo, specialista in Foniatria e Otorinolaringoiatria, guida i visitatori nel luogo in cui si configura la voce nella sua carnalità.

L’ascolto del poema Pour en finir avec le jugement de Dieu (1947) di Antonin Artaud (1896-1948) introduce alla ricerca vocale intrapresa da Demetrio Stratos negli anni settanta. Periodo caratterizzato dalla frequentazione delle opere del compositore statunitense John Cage (1912-1992), dalla pratica di tecniche vocali extraeuropee e da una rigorosa indagine scientifica sulle proprie potenzialità vocali.

Le installazioni interattive realizzate da Graziano Tisato, dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC) – CNR di Padova, offrono al visitatore la possibilità di indagare la straordinarietà della voce Stratos.

Cathy Berberian muovendo dall’ambito delle sperimentazioni di musica elettronica degli anni cinquanta diventa la voce ispiratrice per molti compositori in virtù di una vocalità carica di espressività, tra questi Cage, Luciano Berio, Bruno Maderna e Sylvano Bussotti. Stripsody (1966),“brillantissimo saggio sull’onomatopea vocale” ispirato ai comic strips, nato in collaborazione con Umberto Eco e il pittore Eugenio Carmi, testimonia, inoltre, la capacità di Berberian di elaborare aspetti della popular culture.

L’indagine condotta da Carmelo Bene sulle possibilità espressive dei mezzi di campionatura, amplificazione e restituzione del suono, prende forma con maggior rigore sul principio degli anni ottanta con gli spettacoli concerto in cui la potenza della strumentazione fonica amplificata invade la scena e la voce prende sempre più corpo. Sono gli anni, testimoniati dai Laboratori della Biennale Teatro che Bene diresse a porte chiuse, in cui Bene concentra la sua indagine nelle possibilità della parola di smarcarsi dal senso e della voce di farsi puro ascolto.

sito web: www.palazzoesposizioni.it