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ROMAMOR, Anne et Patrick Poirier

Accademia di Francia a Roma – Villa Medici
dal primo marzo al 5 maggio 2019

A Villa Medici, la mostra si apre con una La Palissade/Scavi in corso(2019) che conduce lo spettatore nello spazio della Cisterna offrendogli la visione di una monumentale maquette di rovine, Finis Terrae(2019) illuminate da una scritta Un monde qui se fait sauter lui-même ne permet plus qu’on lui fasse le portrait(2001).

Permeato da queste prime visioni, lo spettatore entra nella prima sala con la presenza magica di una scultura luminosa, Le monde à l’envers(2019), costruita a partire di un globo terrestre e costellazioni, che confluisce in un autoritratto degli artisti sotto forma di Giano Bifronte, dio dell’inizio e della fine, rivolto al futuro sempre con un occhio al passato. Un’opera ambivalente, manifesto della mostra, da leggere come contrappunto all’arazzo Palmyre (2018), sulla devastazione del sito siriano da parte dell’Isis nel 2015.

Lo spettatore prosegue trovando, al centro della sala successiva, L’incendie de la grande bibliothèque(1976), opera fondamentale degli artisti, realizzata a carbone, metafora architettonica della memoria, della mente umana e del suo funzionamento. A metà tra catastrofe e utopia, tra storia e mito, quest’opera pone lo spettatore di fronte al senso di fragilità caratteristico delle opere di Anne e Patrick Poirier.

Ouranopolis(1995), ovvero la “città celeste”, occupa la sala successiva. “Dall’esterno, quasi nulla si vede”: sospesa al soffitto, la scultura consente di intravedere attraverso minuscoli fori, uno spazio interno che conta quaranta sale.

Anne & Patrick Poirier sono tra le coppie francesi più celebri della scena artistica internazionale: una simbiosi creativa che ha preso corpo proprio a Villa Medici, cinquanta anni fa. Il trascorrere del tempo, le tracce e le cicatrici del suo passaggio, la fragilità delle costruzioni umane e la potenza delle rovine, antiche come contemporanee, sono la fonte cui attinge la loro creatività, assumendo le sembianze d’una archeologia permeata di malinconia e di gioco.

Città misteriose, ricostruzioni archeologiche immaginarie, fascino delle rovine, indagine di giardini, unione di opere storiche e produzioni in situ, sono gli elementi che danno vita alla mostra ROMAMOR a Villa Medici. La parola che dà il nome alla mostra, “ROMAMOR” (2019), appare in neon nel portico dell’Atelier Balthus in omaggio a questa città così importante da un punto di vista artistico e umano per i due artisti.

sito web: www.villamedici.it